VITERBO – Sale l’attesa per lo spettacolo “All this. In un mondo dove gli uomini onesti ignorano il degrado morale e materiale, il male si diffonde”, diretto da Sandro Nardi, con il quale il laboratorio teatrale integrato della Neuropsichiatria infantile della Asl di Viterbo torna in scena domani, venerdì 11 maggio, ore 21, all’Unione di Viterbo, e sabato 12 maggio, sempre alle ore 21, al teatro Boni di Acquapendente.
Tantissime le richieste e le prenotazioni giunte al botteghino del Teatro Unione, dove si sta ormai procedendo ad assegnare i posti del terzo ordine palchi. A chi fosse interessato a partecipare è consigliato di procurarsi per tempo i biglietti, prima del Sold out, e anche ai prenotati si richiede di recarsi al botteghino in anticipo rispetto all’orario di inizio dello spettacolo per non creare file all’ingresso.
“Lo spettacolo teatrale è importante per la nostra associazione – sottolinea Pietro Di Bella – presidente associazione Eta Beta onlus – nata per collaborare con l’Unità Operativa Complessa di Neuropsichiatria infantile, attraverso il Centro socio-riabilitativo. Ogni nostra attività promuove la cultura della differenza, per riconoscere il ragazzo in difficoltà come soggetto che ha diritto alla felicità ed al pieno ‘ben-essere’. I nostri volontari collaborano con gli operatori, con una forte motivazione a sperimentare percorsi di conoscenza e di crescita, a confrontarsi, a giocare ad a mettersi in gioco”.
Il laboratorio teatrale integrato, nato da un’idea di Giorgio Schirripa 21 ani fa, è realizzato dall’unità operativa Tsmree, diretta da Marco Marcelli, in collaborazione con l’associazione Eta beta e con la cooperativa sociale Gli anni in tasca, e vede protagonisti sul palco i ragazzi della Neuropsichiatria aziendale insieme ad alcuni volontari.
Un corso iniziato a novembre, con cadenza settimanale, per diventare bisettimanale da febbraio, fino ad arrivare a quest’ultima intensa settimana di prove proprio sul palco dell’Unione.
I ragazzi e i volontari proporranno un atto unico di circa un’ora restando ininterrottamente sul palco, con tutte le difficoltà del caso, immersi nel degrado del mondo. “Un degrado umano e materiale fatto di distruzione, violenza, sfruttamento e genocidi – sottolinea Nardi nella sua nota di regia – in un mondo dove i sentimenti si sono ormai dissolti a causa delle guerre interminabili che devastano territori e persone, dell’inquinamento ambientale e dei disastri naturali e umani”. Musica, movimenti del corpo, gesti e una spettacolare sorpresa renderanno lo spettacolo ancora più avvincente, diventando

VITERBO – Teatro dell’Unione pieno di pubblico e una pioggia di applausi per “All this. In un mondo dove gli uomini onesti ignorano il degrado morale e materiale, il male si diffonde”, diretto da Sandro Nardi, spettacolo scaturito dal laboratorio teatrale integrato della Neuropsichiatria infantile della Asl di Viterbo, in collaborazione con l’associazione Eta beta e con la cooperativa sociale Gli anni in tasca.
Un abbraccio della città che è iniziato con il saluto del dottor Marcelli, felicissimo di essere finalmente all’Unione, che ha ringraziato l’amministrazione per aver concesso il teatro. Presenti in sala il sindaco Michelini, gli assessori Ciambella, Ricci e Delli Iaconi e l’assessore regionale Troncarelli, con loro il dottor Palumbo della Asl e presidente fondazione Carivit, Mario Brutti.
Per il primo cittadino: “Questa è la dimostrazione di come si sanno fare le cose in città, con la vostra presenza alziamo il vello culturale e formativo. Dimostrate che per fare basta l’impegno” mentre l’assessore Troncarelli ha messo in evidenza il settore sociale: “Il connubio Asl, cooperative, istituzioni e associazioni riesce a dare grandi risultati. I ragazzi ci possono insegnare molto, specie quando si parla di laboratori integrati”.
Il dottor Marcelli ha infine raccontato il lavoro dei ragazzi: “Questo è l’atto finale di un percorso di 8 mesi. Il senso è tutto nelle parole ‘Teatro sociale”, che vuol dire integrazione, il teatro accoglie tutti e le differenze diventano ricchezze, diventando cornice sicura per un’esperienza di crescita, dove si formano amicizie e si condividono emozioni. Un lavoro che viene trasferito in modo attivo verso gli spettatori che devo accogliere, e siete in tanti stasera. Al termine il progetto sarà analizzato con la psicologa”.
E’ il momento dello spettacolo, annunciato come “il male che si diffonde”, un messaggio forte che non delude le aspettative, rafforzato dal travolgente video proiettato dietro i protagonisti. C’è tutto il lato oscuro dell’uomo ma anche un barlume di riscatto: dalla violenza sulla natura alla speranza di una terra migliore, subito soffocata da un ‘invasione di plastica che circonda e stravolge il paesaggio; per passare all’inquinamento dello stile di vita, frenetica, folle, senza pause che promuovano il confronto tra persone (con lo stereotipo di Osaka proiettato sullo schermo); c’è una speranza: quando tutto si fermerà saranno la bellezza, l’arte e il gioco a salvare il mondo. Basta poco per spegnerla una speranza, tutto è buio, il gioco diventa rissa, violenza, bullismo. Tutti contro uno e chi può aiutare fa come le scimmiette: non vede, non sente, non parla. Non basta, si affronta il tema della periferia, del degrado e dell’omologazione: tutti uguali, tutti pronti ad indossare una maschera. E’ davvero tutto finito? No, c’è ancora l’innocenza, quella di due bambini che crescono e incrociano le loro vite, nell’amore, portando un messaggio gioia. E’ il momento della scelta: un’inondazione di bottiglie di plastica può aggredire e imprigionare le vite di tutti, un tappeto artificiale che diventa terreno su cui vivere. L’uomo però si rialza, raccoglie le bottiglie e ripulisce, c’è ancora una speranza per il domani.
Applausi a scena aperta per i quindi protagonisti sul palco, che si sono mossi come attori consumati, impersonando perfettamente la sensazione, i gesti e gli sguardi voluti da regista. Un successo meritato, per la passione e l’impegno, sottolineata dal presidente dell’associazione Eta Beta, Pietro di Bella, sul palco per omaggiare con una targa Gianpietro Rizzi, educatore professionale Asl e coordinatore del progetto da 21 anni, prossimo alla pensione.
L’intero cast, composto da Riccardo Biagini, Lorenzo Bracone, Miranda Capocecera, Rachele Colonna, Michele Donati, Laura Giorgetti, Beatrice Guitarrini, Linda Ibra, Samantha La Rosa, Luca Mecorio, Daniele Paccosi, Giorgia Pagliari, Matteo Ridolfi, Federico Sangiusti, Sara Selvi, Chiara Ricci, diretti dal Sandro Nardi, tornerà in scena stasera, sabato 12 maggio, sempre alle ore 21, al teatro Boni di Acquapendente.