Il teatro sociale

Il teatro sociale

Non esiste una definizione ufficiale di Teatro Sociale, tuttavia non manca un dibattito che colloca questa pratica all’interno di un contesto di perpetua ricerca e sperimentazione. Potremmo considerare il Teatro Sociale come esperienza teatrale di laboratorio, con conseguente esito o spettacolo, che coinvolge utenti con disagio psichico o fisico; a queste realtà dobbiamo però aggiungere le pratiche, ormai molto diffuse, di teatro di carcere, di teatro di comunità, di teatro con rifugiati politici, con donne vittime di violenze, di teatro integrato. Il Teatro Sociale si prende cura dei propri partecipanti, del loro corpo negato, delle loro relazioni conflittuali, del loro vissuto sociale.

 

Ecco quindi che una definizione non è necessaria, perché l’orizzonte si fa più colorato, pieno di sfumature che sono le esperienze e le ricerche condotte dalla fine del secolo scorso, con il proposito di cercare la vita e verità non solo sul palco, ma nella quotidianità, attraversando un momento extra-quotidiano che è il laboratorio.

Lo scopo principale del Teatro Sociale è quello di attivare la crescita del singolo, del gruppo, e della loro relazione con il contesto, tramite il laboratorio e la creazione di un atto comunicativo finale che coinvolga tutti i partecipanti e un pubblico.

Questa pratica promuove negli utenti la possibilità di appropriarsi dell’esperienza in modo attivo (attoriale) e creativo grazie alla metaforizzazione e al linguaggio simbolico tipico del vocabolario teatrale, attivando un percorso di crescita personale che parte dal saper considerare se stesso come soggetto dotato di autonomia e allo stesso tempo personaggio dagli infiniti ruoli.
La funzione del Teatro Sociale, quindi, non è tanto la creazione prodotto estetico di cui l’utente si compiaccia ma una vera e propria forma mentis, che, se acquisita, permette l’emersione di una bellezza e di una cultura che il contesto interessato già possiede in forma intrinseca.

La realizzazione e il benessere personale sono possibili grazie alla rete sociale che si intreccia tra gli uomini; è per questo che occorre disegnare una nuova cultura della partecipazione.

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